
Sicurezza stradale e fattore umano: dalla ricerca nuove strategie per prevenire gli incidenti
La sicurezza sulle strade passa sempre più dalla comprensione del comportamento umano. È questo il punto di partenza del progetto di ricerca Bric Inail 2022 ID 06 OSH-RO@D, un’iniziativa multidisciplinare che punta a studiare e prevenire le cause antropiche degli incidenti stradali, inclusi quelli legati al lavoro. Un tema centrale anche per l’Associazione Familiari e Vittime della Strada (AFVS), da sempre impegnata nella promozione della prevenzione e della cultura della sicurezza.
Il progetto, coordinato dalla Sapienza Università di Roma e dall’Inail attraverso il Dipartimento Dimeila (Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale) ha coinvolto numerosi enti, istituzioni e realtà territoriali, in un’azione condivisa che dimostra quanto la sicurezza stradale sia una responsabilità collettiva.
Il peso dei fattori umani e dei disturbi del sonno
I dati emersi dalla ricerca sono chiari: circa il 90% degli incidenti stradali è riconducibile a fattori umani. Un numero che impone una riflessione profonda su comportamenti, stili di vita e condizioni di salute dei conducenti.
Tra le cause più rilevanti spiccano i disturbi del sonno, responsabili di oltre il 20% dei sinistri. In particolare, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osa) rappresenta la principale causa medica di eccessiva sonnolenza diurna, con un impatto diretto sulla capacità di guida. Si tratta di un rischio spesso sottovalutato, ma che può portare a conseguenze gravissime, soprattutto in ambito lavorativo.
A questo si aggiunge il fenomeno degli infortuni in itinere – quelli che avvengono durante il tragitto casa-lavoro – in costante aumento. Secondo i dati più recenti, nel 2025 si registrano circa 100.000 casi, di cui quasi 300 mortali, con un trend in crescita.
Innovazione e ricerca per prevenire
Il progetto OSH-RO@D ha sviluppato strumenti avanzati per affrontare questi rischi. Tra le principali innovazioni:
- dispositivi indossabili per monitorare i parametri bio-fisiologici durante la guida
- sistemi di allerta per segnalare condizioni di rischio come la sonnolenza
- simulazioni di guida in ambienti controllati e in realtà virtuale
- protocolli per il monitoraggio dello stress ossidativo nei lavoratori affetti da Osa
Questi strumenti dimostrano che molti fattori di rischio possono essere individuati e prevenuti, aprendo la strada a un approccio più efficace e scientifico alla sicurezza stradale.
Un approccio integrato per la sicurezza
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è l’approccio multidisciplinare, che integra salute, organizzazione del lavoro, comportamento individuale e tecnologia. Una visione in linea con il Piano nazionale sicurezza stradale 2030 e con l’obiettivo europeo “Vision Zero”, che punta ad azzerare le vittime della strada.
La collaborazione tra istituzioni, mondo accademico, forze dell’ordine e associazioni – tra cui AFVS – rappresenta un modello virtuoso. La prevenzione, infatti, non può prescindere dalla consapevolezza e dal coinvolgimento diretto dei cittadini.
L’importanza della sensibilizzazione
Accanto alla ricerca, fondamentale è il ruolo della formazione e della sensibilizzazione. Durante i lavori del progetto sono stati realizzati laboratori esperienziali, tra cui:
- simulazioni di guida con realtà virtuale per testare condizioni di rischio
- giochi educativi sull’igiene del sonno
- attività pratiche come il laboratorio #chiguidanonbeve, promosso da AFVS, che ha permesso ai partecipanti di sperimentare gli effetti dell’alcol sulla percezione visiva attraverso appositi visori
Esperienze concrete che rendono immediatamente percepibili i rischi e contribuiscono a modificare i comportamenti.
Verso una cultura della prevenzione
I risultati del progetto OSH-RO@D confermano che la strada per ridurre incidentalità e mortalità passa da una maggiore attenzione al fattore umano. Salute, responsabilità individuale e innovazione tecnologica devono procedere insieme.
Per AFVS, questi temi rappresentano una priorità: promuovere una cultura della prevenzione significa salvare vite. E significa anche continuare a lavorare, insieme alle istituzioni e alla società civile, affinché ogni viaggio – per lavoro o per svago – sia sempre più sicuro.


