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AFVS ammessa come parte civile nel processo per la morte di Federico Salvagni

17/04/2026

A Latina si è aperto un nuovo capitolo nel procedimento per la morte di Federico Salvagni, il 16enne investito e ucciso nella notte di Ferragosto 2025 lungo la strada che collega San Felice Circeo a Terracina. Il Tribunale ha ammesso tutte le parti civili, compresa l’Associazione Familiari e Vittime della Strada (AFVS), rappresentata dall’avvocato Diego Maria Santoro.

Una giornata lunga in aula, segnata da quattro ore di udienza e da una serie di eccezioni sollevate dalla difesa di Gioacchino Sacco, 48 anni, originario di Aquino e imputato per omicidio stradale aggravato. Al termine del confronto, il Collegio penale presieduto dal giudice Eugenia Sinigallia e composto dai magistrati Gabriella Naldi e Roberta Brenda ha rigettato le eccezioni preliminari, dando così il via al processo.

Le richieste della difesa: perizia e sopralluogo

Nel corso dell’udienza, il legale dell’imputato ha chiesto una perizia cinematica e un esperimento giudiziale, con un sopralluogo sul luogo esatto dell’incidente avvenuto sulla strada tra San Felice Circeo e Terracina. Sul punto, il Tribunale si è riservato la decisione al termine dell’istruttoria dibattimentale.

Il pubblico ministero Marco Giancristofaro si è opposto alla richiesta di una nuova perizia, ritenendo sufficienti gli elementi già acquisiti.

Le parti civili ammesse nel processo

Il Tribunale ha ammesso la costituzione di tutte le parti civili: i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Vittorio Palamenghi, Riccardo Amadei e Michelangelo Curti, e l’Associazione Familiari e Vittime della Strada (AFVS).

In aula erano presenti i familiari di Federico, insieme ad amici e conoscenti del ragazzo, che continuano a seguire ogni udienza del processo.

La ricostruzione dell’incidente

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la notte di Ferragosto 2025 Gioacchino Sacco, mentre percorreva la strada tra San Felice Circeo e Terracina all’altezza del chilometro 8,650, ha investito Federico, il fratello gemello e un terzo ragazzo che si trovavano insieme lungo la carreggiata.

Dai rilievi è emerso che l’auto viaggiava a circa 67 km/h in un tratto con limite di 50 km/h.

Le accuse contestate sono di omicidio stradale aggravato dalla fuga e dall’omissione di soccorso. A queste si aggiunge la guida con patente revocata e la circolazione con veicolo privo di assicurazione e revisione.

Arresto e iter giudiziario

Sacco era stato arrestato poche ore dopo l’incidente nel corso di un’operazione congiunta di Polizia Stradale, Commissariato di Terracina, Carabinieri e Polizia Locale di San Felice Circeo.

L’impianto accusatorio è stato ritenuto solido anche nei successivi passaggi davanti al Tribunale del Riesame e alla Corte di Cassazione. Nei giorni scorsi era stata respinta anche la richiesta di arresti domiciliari, con la conferma della misura cautelare in carcere.

Prossima udienza il 13 maggio

Il processo è stato aggiornato al 13 maggio, quando inizierà l’ascolto dei primi testimoni dell’accusa, a partire dagli agenti che hanno svolto le indagini. Il dibattimento entrerà così nella fase istruttoria.



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