
Causare un incidente stradale è sempre un’aggravante della guida in stato d’ebrezza
La Cassazione, con la sentenza n. 20325/2024, si è pronunciata sul tema delle circostanze aggravanti applicabili al reato di guida in stato d’ebbrezza disciplinato dall’art. 186 del Codice della Strada.
Nello specifico, la Corte ha sancito che per l’applicabilità dell’aggravante della commissione di un incidente stradale sotto effetto di alcolici o sostanze stupefacenti, che comporta il raddoppio delle multe e il fermo del veicolo per 180 giorni, non è necessario dimostrare un nesso di causalità tra la condotta illecita del conducente e il sinistro. È sufficiente, infatti, dimostrare che lo stato di alterazione ha compromesso le capacità psico-fisiche del conducente, a prescindere dalle cause che in concreto hanno determinato l’evento stradale.
La Suprema Corte, inoltre, ha chiarito che non è necessario che ci sia uno scontro tra veicoli: qualsiasi evento inatteso che interrompe la normale circolazione, come l’uscita di strada, può essere considerato un incidente. Tuttavia, questa pronuncia si pone in contrasto con una precedente sentenza del giudice di legittimità, che, per l’applicazione di un trattamento sanzionatorio più severo, richiede la prova di un legame diretto tra l’assunzione di alcol oltre il limite consentito e il sinistro stradale, soprattutto nei casi in cui l’incidente sia stato imprevedibile o inevitabile.
Per capire quale orientamento prevarrà, dunque, occorre attendere ulteriori pronunce sul tema; ciò nonostante, la sentenza in esame risulta particolarmente innovativa e costituisce un importante monito per i cittadini, i quali, per evitare di incorrere in pesanti sanzioni, dovranno essere più responsabili e prudenti alla guida.


