
“Ruote ferme, pedoni salvi”: a Bologna si rinnova l’impegno per la sicurezza degli utenti più vulnerabili
Si è svolta presso il Comune di Bologna una conferenza stampa durante la quale è stato ufficialmente annunciato il rinnovo del protocollo d’intesa del progetto “Ruote ferme, pedoni salvi”, ideato dall’Associazione Familiari e Vittime della Strada (AFVS). A tre anni dalla prima sottoscrizione, l’accordo conferma una collaborazione solida tra istituzioni e territorio, con l’obiettivo comune di prevenire gli incidenti e tutelare i pedoni.
Il rinnovo è stato firmato dalla vicepresidente AFVS, Silvia Frisina, e dal comandante della Polizia Locale di Bologna, Romano Mignani, a testimonianza di un impegno condiviso che coinvolge l’Amministrazione comunale, la Polizia Locale e l’Associazione. Per il comune di Bologna presente l’Assessora al Welfare, Sicurezza Integrata e Protezione Civile, Matilde Madrid.
Un modello concreto di sicurezza integrata
“Ruote ferme, pedoni salvi” rappresenta oggi un modello virtuoso di sicurezza stradale integrata. Il progetto unisce prevenzione, presenza attiva sul territorio e percorsi di rieducazione rivolti a persone coinvolte in reati stradali, in particolare legati alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Bologna si conferma così tra le realtà più avanzate in Italia nell’adozione di strumenti innovativi, rivolti a soggetti presi in carico dall’UIEPE nell’ambito della messa alla prova o delle pene sostitutive.
Il progetto, patrocinato dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Giustizia e dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha come obiettivo primario la tutela degli utenti più vulnerabili della strada, in particolare i pedoni, attraverso il coinvolgimento diretto degli autori di reato in attività utili alla collettività.
I risultati: numeri che raccontano un cambiamento reale
In tre anni, il progetto ha prodotto risultati concreti e misurabili:
- 132 assistenti pedonali attivi tra gennaio 2023 e gennaio 2026
- 19 operatori attualmente in servizio, con altri 17 in ingresso
- fino a 50 presenze contemporanee nei momenti di maggiore attività
- oltre 30.000 ore di presidio degli attraversamenti pedonali
Gli assistenti pedonali, formati dalla Polizia Locale, operano soprattutto nei pressi delle scuole e nei punti più critici della viabilità urbana, contribuendo in modo diretto alla sicurezza degli attraversamenti.
Dalla sanzione alla responsabilità
Uno degli aspetti più significativi del progetto è il suo valore educativo. Le persone coinvolte, a seguito di violazioni del Codice della Strada, intraprendono un percorso di restituzione alla comunità attraverso lavori di pubblica utilità o messa alla prova.
In questo contesto, AFVS svolge un ruolo fondamentale, offrendo un ambiente capace di favorire consapevolezza e cambiamento. Non si tratta solo di “scontare” una pena, ma di comprendere davvero le conseguenze dei comportamenti scorretti alla guida.
Un impatto umano che va oltre i numeri
Accanto ai risultati quantitativi, emerge con forza il valore umano dell’iniziativa. Gli assistenti pedonali sono diventati nel tempo punti di riferimento per cittadini e turisti, contribuendo non solo alla sicurezza ma anche alla vivibilità della città.
Numerosi episodi testimoniano il legame creato con la comunità: cittadini che esprimono gratitudine, offrono supporto spontaneo o manifestano il desiderio di partecipare come volontari. Un segnale importante di come la sicurezza stradale possa diventare un patrimonio condiviso.
Particolarmente apprezzato anche il ruolo della Polizia Locale di Bologna, riconosciuta non solo per la professionalità, ma per l’approccio umano e formativo nei confronti degli operatori coinvolti.
Un progetto sostenibile e replicabile
Un altro elemento distintivo è la sostenibilità economica: il progetto è a costo zero per l’Amministrazione comunale, grazie al Fondo Vittime della Strada istituito da AFVS, alimentato da donazioni e contributi legati ai percorsi di riparazione del reato.
In una città sempre più orientata alla sicurezza, anche attraverso politiche come le Zone 30, “Ruote ferme, pedoni salvi” rappresenta un esempio concreto di civiltà, responsabilità e collaborazione.
Costruire una cultura della sicurezza
Il rinnovo del protocollo non è solo una conferma, ma un rilancio. I dati raccontano un progetto efficace, ma ciò che colpisce maggiormente è il cambiamento culturale che genera: senso di utilità, responsabilità, attenzione agli altri.
“Ruote ferme, pedoni salvi” non si limita a proteggere i pedoni. Educa, responsabilizza e contribuisce a costruire una cultura della sicurezza stradale fondata sulla prevenzione e sulla partecipazione.
Un percorso che AFVS continuerà a sostenere con determinazione, perché ogni passo verso strade più sicure è un passo verso una società più consapevole.


