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Aprilia, strade “colabrodo”: la ricetta a costo zero per riparare l’asfalto

26/03/2026

Non è solo colpa del maltempo. Se le strade di Aprilia sembrano un percorso a ostacoli, tra voragini in centro e asfalto sbriciolato in periferia, il dito va puntato anche sulla qualità, spesso discutibile, dei ripristini post-scavo. È questa la denuncia che arriva da Andrea Ragusa, attivista del Movimento 5 Stelle, che ha deciso di spulciare le carte del Comune per capire perché, dopo ogni lavoro ai sottoservizi, la strada ceda sistematicamente.

Il “trucco” nel Regolamento: 10 centimetri di binder

Il nodo della questione è tecnico, ma la soluzione è politica. Ragusa, dopo aver ottenuto il regolamento comunale degli scavi tramite un accesso agli atti (visto che sul sito dell’Ente non ve n’era traccia), ha evidenziato una discrepanza clamorosa tra quanto previsto sulla carta e quanto realizzato nei cantieri cittadini.

Secondo le norme tecniche, i manti bituminosi dovrebbero prevedere uno strato di conglomerato a caldo (binder) dello spessore di almeno 10 centimetri una volta compresso. Ma basta fare un giro tra via Tiziano e via Cagliari per accorgersi che la realtà è ben diversa.

“Girando per Aprilia non sembra che le riparazioni siano state eseguite a regola d’arte”, attacca Ragusa. “In via Tiziano gli scavi sono stati colmati con terra e un tappo di asfalto che sporge di un paio di centimetri. In via Cagliari, invece, dopo la rottura l’asfalto non è stato nemmeno ripristinato”.

Riparazioni “a costo zero”: la proposta alla Commissione

La strategia proposta dall’esponente pentastellato è chiara: far rispettare i contratti. L’articolo 13 del regolamento cita: il Comune può agire con il “recupero in danno” o obbligare le ditte concessionarie a rifare i lavori se non conformi.

In sostanza: se chi rompe non paga (o ripara male), deve essere messo in mora. Per questo motivo, Ragusa ha inviato una nota ufficiale alla Commissione Straordinaria, citando esempi virtuosi di comuni come Fondi, Nettuno e Bacoli, dove le amministrazioni hanno iniziato a supervisionare seriamente i lavori di ripristino.

Perché questa situazione non è più sostenibile

L’impercorribilità delle strade non è solo un disagio estetico o una scocciatura per le sospensioni delle auto, ma un serio problema di sicurezza stradale. Chiedere che i lavori vengano collaudati con rigore non è una pretesa burocratica, ma un atto di tutela verso i cittadini.

La palla passa ora alla Commissione Straordinaria. La domanda è semplice: si continuerà a rattoppare l’emergenza con interventi tampone o si inizierà a pretendere che chi scava restituisca ai cittadini una strada sicura e a norma?